Dalle famiglie...

Lettera da Janina

Care Maestre Daniela e Nives,

Dopo le vacanze di Carnevale sono tornata a scuola solo per un giorno, perché dovevamo partire per la Polonia. La mamma per lavoro, io per riabbracciare i miei nonni Małgorzata e Marek e il loro cane Diuk. La mamma era un po’ nervosa prima di partire. All’aeroporto mi ha tenuto nel marsupio e mi ha messo il pannolino, perché ha detto che non bisogna toccare niente per via di un certo virus. Ho capito, sono stata brava e la pipì me la sono tenuta per tutto il viaggio. Abbiamo messo anche le mascherine, era molto divertente, sopratutto la mamma faceva ridere, io avevo un po’ caldo in faccia e l’elastico sul collo mi dava fastidio.

In Polonia ho riabbracciato i nonni. Non siamo andate tanto in giro, perché la mamma ha detto che deve passare un po’ di tempo prima di vedersi con altre persone. Presto abbiamo saputo che non potevamo tornare in Italia, perché il nostro volo è stato cancellato. Ero triste, perché il papà era rimasto in Italia, a fare una gara, che non hanno neanche disputato, alla fine. Tornato a casa ha deciso di raggiungerci, visto che non potevamo tornare. Io ero contenta, mi piaceva questa vacanza in Polonia, se poi veniva il papà, niente meglio.

Un giorno volevo andare a mangiare il gelato dal nostro amico Valerio che abita qua a Gliwice, ma, pensate un po’, parla italiano! Ha una fantastica gelateria, dove il gusto di pistacchio è il migliore del mondo. Quel giorno la mamma ha detto che non si poteva andarci, perché Valerio ha dovuto chiudere il negozio, ma che il gelato ce lo porterà a casa. Per fortuna così è stato!

Di colpo sono stati chiusi tutti i parchi e boschi e ci hanno detto di uscire meno possibile. Non mi è piaciuto affatto. Niente altalena, niente sabbiera, niente scivolo. Niente giretti con la bici della mamma.

Ho notato che non siamo più andate a casa dei nonni. Sì, li vedo ogni tanto nel nostro giardino, ma la mamma mi ha detto che non li posso abbracciare e neanche avvicinarmi troppo. Io ho capito, so che c’è un virus cattivissimo in giro, ma la nonna ha fatto qualche lacrima più volte. Alla fine, è sempre meglio vederci nel giardino che non vederci proprio. Ogni tanto mi sdraio per terra, sull’erba morbida, e si sdraia anche la nonna e ci tocchiamo con i piedi scalzi. È un tocco caldo, quasi come un abbraccio. Poi nel giardino è bello: posso piantare i fiori, annafiarli, fare lavoretti, raccogliere i fiori, giocare con le figurine dei dinosauri che mi porto da casa o leggere un libro col papà.

Ho notato che la mamma è molto stanca. A volte di notte la chiamo, ma lei non viene. A volte viene arrabbiata. A volte viene il papà. La mamma sta sempre con me, anche se a volte è un po’ distratta e non vuole giocare. A me non piace riposare durante il giorno, lei vorrebbe, che idea strana… Se vuole stare sul divano deve leggermi libretti, così possiamo passare anche tutto il giorno. Ma lei dopo un po’ si stanca anche con quello. La sera, dopo il bagnetto e prima di cena, guardo un cartone o un film della Disney (mi sono innamorata della Bella e la Bestia!) mentre la mamma fa le pulizie e prepara da mangiare. Poi quando mi addormento lei inizia a lavorare. Penso che vada a letto proprio tardi. Per fortuna che c’è con noi il papà che ci aiuta.

La scuola ci manca a tutti. Sono tanti giorni che non gioco con i bimbi. Mi mancano sopratutto le mie amiche Noemi, Giulia, Giada e Anaya. Mi mancate anche voi Maestre. La mamma non sa quando torneremo a Mori, nemmeno il papà. Ma una cosa è certa, quando non ci sarà più il virus saliremo in macchina e torneremo a casa.

JANINA